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Viaggi in aereo, in
treno, a piedi. Viaggi su corriere, su pellicole fotografiche, su
carta e su Intemet. Tour, trip, reportage -vacanze, sogni, esercizi di
fantasia. Laseconda edizione di "Walk About ci ha portato un po'
di tutto, un po' dappertutto. Più di 90 elaborati fra foto, articoli
e racconti: esperienze uniche, comiche oquotidiane, drammatiche
testimonianze, invenzioni narrative, fiabe. Quale gìudìzio possiamo
azzardare su questo concorso cosi variopinto, aperto e golosamente
frequentato? Sicuramente la partecipazione convinta e motivata di
tanti giovani non può che risultarci gradita, anche perché ci spinge
a continuare a credere in questo concorso: il, fascino delle
tematìche relative al "Viaggio" ed alla sua documentazione,
descrizione re-ínvenzione artistica e un fascino che ci conquista e
ci accomuna, indipendentemente dalle motivazioni che ci hanno spinto a
partire indipendentemente dai chilometri percorsi e dall'
"esotismo" dei luoghi visitati."Walk Abouf' non e un
concorso per professionisti, e tale intende rimanere: qui si vuole
offrire la possibílitá di esprimersi anche a chi non lo fa per
mestiere, sì vuole confrontare diverse esperienze, diversi stilì e
modi di comunicare. Non è quindi possibile pretendere che tutti i
partecipanti posseggano adeguati strumenti tecnici, culturali ed
artistici. Perciò,, al di là della volontà e della fantasia dei
partecipanti, ci siamo trovati dinanzi ad opere più e meno buone,
più o meno complete. Credo si debbano fare discorsi diversi a seconda
delle tre sezioni. Molti reportage, purtroppo, hanno manifestato glì
stessi limiti dell'anno scors Scarsi di dati oggettivi, privi di
interviste, rivelano una conoscenza piuttosto superficiale delle
realtà descritte e soprattutto evidenziano una difficoltà intrinseca
nel cimentarsi con il linguaggio giornalistico e le sue non facili
esigenze. In sintesi: molta emotività, poca informazione.1 racconti
ci hanno portato a contatto con scrittori di grande fantasia, capaci
di esprimersi attraverso stili e formule molto diverse fra loro. Dal
racconto in forma di diario (abbiamo però cassato i veri e propri
resoconti scolastici, pieni di frasi del tipo "sono
partito", "ho visto", "ho fatto", "sono
tornato") alla novella, dallo stile realistico, all'onirico. al
grottesco: un interessante excursus ìn mondi e sensibilità spesso
inconsuete e a volte piacevolmente sorprendentì. Ma anche qui non
possiamo tacere una pecca che ci ha costretti a non segnalare per la
pubblicazione tanti racconti altrimenti accattivanti e meritevoli per
orìginalità: parlo delle scorrettezze grammaficali e sintattiche, di
frasi nelle quali non si capiva qual'era il soggetto o dì tempi e
modi verbali sbagliati. A volte poteva trattarsi di una svista, altre
di un espediente stilistico,il che va benissimo. Ma spesso però si
trattava di errori veri e propri, sgradevoli alla lettura. Un invito a
tutti coloro che vorranno cimentarsí in futuro in questo o in altri
concorsi analoghi: dopo aver terminato di battere il racconto,
leggetelo lentamente e a voce alta, magari alla presenza di qualche
amico paziente.E veniamo alle fotografie, capitolo particolarmente
gustoso. Qui possiamo dire con certezza che sì è verificato un
notevole passo in avanti dalla scorsa edizione. Quasi del tutto
scomparse le foto tipo "qualsiasi-bel-trarnonto-sotto-un-qualsiasi-belcielo-tropical,
genere fotografico che attesta la fortuna del turista-fotografo ma non
la sua capacità, abbiamo trovato molti lavori di grande interesse,
sia dal punto di vista stilistico che da quello -più profondo- della
rìcerca di situazioni e realtà cercate e raccontate con
sensìbilità, coinvolgimento, intelligenza. Dovendo per forza, alla
fin fine, operare una selezione, sono state premiate le opere che ci
sono apparse più scorrevoli e coerenti da un punto di vista
narrativo, senza dare troppa importanza a consìderazioni puramente
tecniche che, nell'era dell'autofocus ed autotutto, ci sembrano di
secondaria importanza.Purtroppo un quotidiano stampato in bianco/nero
non può rendere giustizia alla bellezza ed alla complessità di
queste fotografie: ci riserviamo pertanto di organizzare una mostra a
Trento, accessibilmente per marzo, nella quale saranno esposte le foto
originali. Questa mostra, alla quale verrà dato ampio risalto
sulle pagine dei giornali "L'Adige" ed Il Mattino",
sarà anche un luogo ed un mezzo per riproporre alla popolazione
trentìna gli articoli ed i racconti vincitorì nella loro presente
pubblicazione.Dal raffronto fra glì elaborati scritti e quelli
fotografici vìene spontanea una considerazione sulla società
contemporanea e sulla cultura che ci viene trasmessa, sempre più
"visuale", legata all'immagine e lontana dal linguaggio:
consumiamo immagini, stampate o teletrasmesse, produciamo immagini,
comunichiamo con immagini e tendiamo a dìrnenticare le parole ed il
loro meraviglioso potere evocativo. Quest'anno, a Natale, uno dei
regali più gettonati sarà lo scanner. Di libri se ne venderanno
pochi. E se questo è un luogo comune, perdonaternì: anche i luoghì
comuni possono darcì tristezza."Walk About" tornerà l'anno
prossimo, tornerà anche con nuove sezioni, con una maggiore
diffusione regìonale non solo a livello pubblicitario ma anche di
iniziative culturali collegate, tornerà -lo speriamo- anche con la
partecipazione di tutti coloro che sono riusciti a rendere questo
concorso vivo e corrosivamente moderno.
Paolo Borsato dell'Associazione Culturale ARTERIA
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