Walk about 1998

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Viaggi in aereo, in treno, a piedi. Viaggi su corriere, su pellicole fotografiche, su carta e su Intemet. Tour, trip, reportage -vacanze, sogni, esercizi di fantasia. Laseconda edizione di "Walk About ci ha portato un po' di tutto, un po' dappertutto. Più di 90 elaborati fra foto, articoli e racconti: esperienze uniche, comiche oquotidiane, drammatiche testimonianze, invenzioni narrative, fiabe. Quale gìudìzio possiamo azzardare su questo concorso cosi variopinto, aperto e golosamente frequentato? Sicuramente la partecipazione convinta e motivata di tanti giovani non può che risultarci gradita, anche perché ci spinge a continuare a credere in questo concorso: il, fascino delle tematìche relative al "Viaggio" ed alla sua documentazione, descrizione re-ínvenzione artistica e un fascino che ci conquista e ci accomuna, indipendentemente dalle motivazioni che ci hanno spinto a partire indipendentemente dai chilometri percorsi e dall' "esotismo" dei luoghi visitati."Walk Abouf' non e un concorso per professionisti, e tale intende rimanere: qui si vuole offrire la possibílitá di esprimersi anche a chi non lo fa per mestiere, sì vuole confrontare diverse esperienze, diversi stilì e modi di comunicare. Non è quindi possibile pretendere che tutti i partecipanti posseggano adeguati strumenti tecnici, culturali ed artistici. Perciò,, al di là della volontà e della fantasia dei partecipanti, ci siamo trovati dinanzi ad opere più e meno buone, più o meno complete. Credo si debbano fare discorsi diversi a seconda delle tre sezioni. Molti reportage, purtroppo, hanno manifestato glì stessi limiti dell'anno scors Scarsi di dati oggettivi, privi di interviste, rivelano una conoscenza piuttosto superficiale delle realtà descritte e soprattutto evidenziano una difficoltà intrinseca nel cimentarsi con il linguaggio giornalistico e le sue non facili esigenze. In sintesi: molta emotività, poca informazione.1 racconti ci hanno portato a contatto con scrittori di grande fantasia, capaci di esprimersi attraverso stili e formule molto diverse fra loro. Dal racconto in forma di diario (abbiamo però cassato i veri e propri resoconti scolastici, pieni di frasi del tipo "sono partito", "ho visto", "ho fatto", "sono tornato") alla novella, dallo stile realistico, all'onirico. al grottesco: un interessante excursus ìn mondi e sensibilità spesso inconsuete e a volte piacevolmente sorprendentì. Ma anche qui non possiamo tacere una pecca che ci ha costretti a non segnalare per la pubblicazione tanti racconti altrimenti accattivanti e meritevoli per orìginalità: parlo delle scorrettezze grammaficali e sintattiche, di frasi nelle quali non si capiva qual'era il soggetto o dì tempi e modi verbali sbagliati. A volte poteva trattarsi di una svista, altre di un espediente stilistico,il che va benissimo. Ma spesso però si trattava di errori veri e propri, sgradevoli alla lettura. Un invito a tutti coloro che vorranno cimentarsí in futuro in questo o in altri concorsi analoghi: dopo aver terminato di battere il racconto, leggetelo lentamente e a voce alta, magari alla presenza di qualche amico paziente.E veniamo alle fotografie, capitolo particolarmente gustoso. Qui possiamo dire con certezza che sì è verificato un notevole passo in avanti dalla scorsa edizione. Quasi del tutto scomparse le foto tipo "qualsiasi-bel-trarnonto-sotto-un-qualsiasi-belcielo-tropical, genere fotografico che attesta la fortuna del turista-fotografo ma non la sua capacità, abbiamo trovato molti lavori di grande interesse, sia dal punto di vista stilistico che da quello -più profondo- della rìcerca di situazioni e realtà cercate e raccontate con sensìbilità, coinvolgimento, intelligenza. Dovendo per forza, alla fin fine, operare una selezione, sono state premiate le opere che ci sono apparse più scorrevoli e coerenti da un punto di vista narrativo, senza dare troppa importanza a consìderazioni puramente tecniche che, nell'era dell'autofocus ed autotutto, ci sembrano di secondaria importanza.Purtroppo un quotidiano stampato in bianco/nero non può rendere giustizia alla bellezza ed alla complessità di queste fotografie: ci riserviamo pertanto di organizzare una mostra a Trento, accessibilmente per marzo, nella quale saranno esposte le foto originali. Questa mostra, alla quale verrà dato ampio risalto sulle pagine dei giornali "L'Adige" ed Il Mattino", sarà anche un luogo ed un mezzo per riproporre alla popolazione trentìna gli articoli ed i racconti vincitorì nella loro presente pubblicazione.Dal raffronto fra glì elaborati scritti e quelli fotografici vìene spontanea una considerazione sulla società contemporanea e sulla cultura che ci viene trasmessa, sempre più "visuale", legata all'immagine e lontana dal linguaggio: consumiamo immagini, stampate o teletrasmesse, produciamo immagini, comunichiamo con immagini e tendiamo a dìrnenticare le parole ed il loro meraviglioso potere evocativo. Quest'anno, a Natale, uno dei regali più gettonati sarà lo scanner. Di libri se ne venderanno pochi. E se questo è un luogo comune, perdonaternì: anche i luoghì comuni possono darcì tristezza."Walk About" tornerà l'anno prossimo, tornerà anche con nuove sezioni, con una maggiore diffusione regìonale non solo a livello pubblicitario ma anche di iniziative culturali collegate, tornerà -lo speriamo- anche con la partecipazione di tutti coloro che sono riusciti a rendere questo concorso vivo e corrosivamente moderno.


Paolo Borsato dell'Associazione Culturale ARTERIA